Ci sono libri che si leggono. E poi ci sono libri che diventano posti. O come nel mio caso viaggi.
Libri che sanno di aeroporti, treni, silenzi lunghissimi e vite che cambiano piano. Alcuni fanno venire voglia di prenotare un volo immediatamente, altri invece ti fanno viaggiare restando ferma nello stesso punto.
Forse perché entrambi fanno la stessa cosa: ti portano lontano senza chiederti davvero il permesso.
E quindi ecco alcuni dei libri che, per motivi diversi, porterei sempre con me. Non necessariamente guide di viaggio, ma storie che parlano di ricerca, libertà, cambiamenti e di quel desiderio continuo di sentirsi vivi da qualche parte nel mondo.
Nelle terre estreme di Jon Krakauer
La storia di Christopher McCandless è una di quelle che restano addosso anche dopo anni. Parla di libertà, fuga, natura e del desiderio quasi disperato di trovare qualcosa di autentico.
Non è un libro romantico sul mollare tutto. È molto più complicato di così. Ed è proprio questo il motivo per cui ti coinvolge così tanto.
Perfetto da leggere durante un viaggio lungo, magari guardando fuori dal finestrino sognando costantemente.
Sulla strada di Jack Kerouac
Il caos, i chilometri, l’America, la libertà.
Questo libro non segue una strada precisa. Corre. Esattamente come i suoi personaggi.
È il tipo di lettura che ti fa venire voglia di partire senza programmi troppo dettagliati e con una playlist perfetta nelle cuffie.
E anche se è stato scritto decenni fa, ha ancora quell’energia inquieta che oggi riconosciamo benissimo.
Da sempre uno dei miei libri preferiti e in assoluto il viaggio dei sogni.
Le città invisibili di Italo Calvino
Un libro da leggere lentamente. Non parla davvero di città. O meglio: parla delle persone, dei ricordi, dei desideri che lasciamo dentro ai posti.
Ogni pagina sembra una piccola cartolina surreale. È uno di quei libri che ti fanno osservare le città in modo diverso anche dopo averlo finito.
I miei giorni alla libreria Morisaki di Satoshi Yagisawa
Un libro piccolo, delicato e pieno di calma.
Tokyo, una libreria dell’usato, giornate lente e persone che cercano di rimettere insieme qualcosa dentro di sé.
Non è un libro che urla. È più una di quelle storie che ti tengono compagnia in silenzio.
Perfetto per treni, aeroporti o pomeriggi di pioggia in viaggio.
Wild di Cheryl Strayed
Uno dei libri più veri sul perdersi.
Cheryl Strayed parte da sola lungo il Pacific Crest Trail dopo un periodo devastante della sua vita, e il viaggio diventa qualcosa di molto più grande di una semplice camminata.
Fa male in certi punti. Ma allo stesso tempo lascia addosso una forza incredibile.
È il libro che leggerei prima di partire da sola per qualcosa che mi spaventa. Anche se forse per me è troppo tardi.
Shantaram di Gregory David Roberts
India, caos, fughe, criminalità, amore, spiritualità.
Questo libro è gigantesco in tutti i sensi. Dentro c’è talmente tanta vita che a volte sembra quasi impossibile.
Bombay diventa un personaggio vero e proprio, e dopo qualche capitolo senti quasi il caldo, il rumore e la confusione sulla pelle.
Profondo come il mare, leggero come il cielo di Gianluca Gotto
Uno dei libri che più mi ha fatto riflettere sul concetto di felicità.
Dentro c’è viaggio, ma soprattutto ricerca personale. Quel tipo di ricerca che spesso inizia proprio quando ci allontaniamo dalle nostre abitudini.
Ha un tono semplice, diretto e molto umano. Ma in generale tutti i suoio libri mi hanno fatto sognare. E prenotare un viaggio in Vietnam.
Mangia, prega, ama di Elizabeth Gilbert
Un classico dei libri “parto per ritrovare me stessa”, ma con un motivo.
Italia, India e Bali diventano tre modi completamente diversi di guardare la vita. E anche se alcune parti possono sembrare molto idealizzate, resta uno di quei libri capaci di far venire voglia di mollare tutto e prenotare un volo.
O almeno cercare voli senza comprarli davvero. Che è già qualcosa.
Ci sono libri che diventano compagni di viaggio non per l’ambientazione, ma per quello che riescono a lasciarti dentro.
Ogni viaggio ha bisogno del libro giusto.
Non per riempire il tempo in aereo o sul treno, ma perché certe storie riescono ad amplificare quello che stiamo vivendo. Ti fanno guardare meglio fuori dal finestrino. Ti fanno sentire meno sola in certe partenze. Ti fanno rallentare.
E forse è proprio questo il bello dei libri e dei viaggi:
non finiscono davvero quando arrivi all’ultima pagina o quando torni a casa.