Organizzare Le Giornate_Foto di Christin Hume su Unsplash

Come organizzo le mie giornate senza impazzire, più o meno

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Ci sono persone che vivono benissimo nel caos. Quelle che prenotano un volo la sera prima, mangiano la prima cosa che c’è in frigo a cena e ricordano gli appuntamenti grazie a un post-it in giro.

Io no. Io sono una persona da liste. Di quelle persone che la domenica aprono il calendario “solo per controllare una cosa” e poco dopo ha pianificato anche il momento esatto in cui bere l’acqua.

La verità è che organizzare la propria vita è un equilibrio delicatissimo e nel tempo ti rendi conto che non è sempre possibile.
Un po’ come fare la valigia per un viaggio lungo: vuoi essere pronta a tutto, ma se metti dentro anche il ferro da stiro forse stai esagerando.

La mia ossessione per l’organizzazione, forse

Sono una persona precisa. Mi piace svegliarmi presto, anche se il mio letto ogni mattina prova a trattenermi. Mi piace iniziare la giornata lentamente.

Colazione, luce naturale, magari qualche pagina di un libro, 10 minuti di meditazione o un momento senza notifiche. Quando riesco a farlo, sento davvero che la giornata parte nel verso giusto.

In ufficio mi prendono in giro per il mio excel con i pasti della settimana. Ma, essendo spesso fuori casa, organizzarli è quasi una forma di sopravvivenza. Se non penso prima a cosa mangerò, finisco inevitabilmente a pranzare con una barretta proteica trovata in fondo alla borsa e tre mandorle (o forse meglio di no visto che sono allergica).

Quindi pianifico. Mi preparo le cose. Cerco di avere tutto sotto controllo.

Che detta così sembra una vita efficientissima. Ma il problema è che a volte organizzo anche le energie che non ho.
Poi, diciamocelo, se domani tornando a casa decido di mangiare la prima cosa che capita lo faccio senza nessuna ansia o nessun senso di colpa.

Organizzare_Foto di Paico Oficial su Unsplash

Quando il controllo diventa rumore

Ci sono giorni in cui la mia agenda sembra la schermata departures di un aeroporto internazionale.

Call. Shooting. Palestra. Spesa. Lavoro. Contenuti. Messaggi a cui rispondere. Eventi. Amici. Aperitivi. Viaggi. Vita da vivere possibilmente con entusiasmo.

E io, nel mezzo, che provo a tenere insieme tutto come quei viaggiatori che trascinano due valigie, un caffè e la dignità (sì ero proprio io qualche anno fa).

Il punto è che spesso confondiamo l’essere organizzati con l’essere produttivi. Ma non sono la stessa cosa. Perché puoi avere ogni ora perfettamente pianificata e sentirti comunque persa.

Puoi spuntare tutta la to do list e arrivare a sera vuota come se non avessi mai fatto niente. A me succede soprattutto quando provo a ottimizzare troppo. Quando trasformo ogni momento libero in qualcosa che “potrei sfruttare meglio”.

Ed è lì che inizio a perdermi.

Sto imparando a lasciare spazio

Ultimamente sto cercando di fare una cosa difficilissima per chi, come me è abituata a programmare tutto: lasciare spazio.

Non riempire ogni buco della giornata. Non pretendere di essere efficiente sempre. Non vivere il riposo come una perdita di tempo.
Sto cercando di capire che forse una giornata ben organizzata non è quella in cui fai tutto. È quella in cui arrivi a sera senza sentirti completamente svuotata.

E quindi sì! Continuo a fare liste. Continuo a programmare i pasti e a segnarmi qualsiasi cosa. Continuo a sognare di diventare una di quelle persone che si svegliano alle 5:30 per meditare guardando l’alba con serenità monastica.

Ma sto anche imparando che la vita non è un foglio Excel con le caselle colorate. Mi ci è voluto e mi ci vorrà tempo ma per fortuna sto imparando anche a vivere con naturalezza e un po’ più alla giornata.

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