Ci sono giorni in cui mi sento esattamente nel posto giusto, senza dover dimostrare nulla a nessuno e senza sentire il bisogno di rincorrere qualcosa di più. Non perché sia tutto perfetto, ma perché per un attimo smetto di farmi domande su quanto sto facendo, su quanto sto andando veloce o su quanto manca ancora.
E poi ci sono tutti gli altri giorni.
Quelli in cui il confronto arriva senza invito, le aspettative si alzano e i pensieri iniziano a farsi sentire più del dovuto. Quelli in cui sembra sempre mancare qualcosa, anche quando in realtà non sapresti dire esattamente cosa.
Per molto tempo ho pensato che fosse normale, quasi inevitabile. E forse lo è, almeno in parte. Ma a un certo punto ho iniziato a chiedermi se fosse davvero l’unico modo di vivere tutto questo.
L’idea di “abbastanza”
La parola “abbastanza” sembra semplice, ma in realtà è una misura che cambia continuamente. Spesso non è nemmeno qualcosa che decidiamo davvero noi, ma qualcosa che si adatta agli altri, alle situazioni, a quello che vediamo intorno.
Oggi è abbastanza arrivare qui, fare questo, sentirsi così. Domani non lo è più.
E così ci ritroviamo a inseguire una linea che si sposta sempre un po’ più avanti, senza mai fermarci davvero a chiederci se quello che abbiamo fatto è già sufficiente per noi.
E in mezzo a tutto questo rimane quella sensazione sottile di non essere mai completamente a posto, anche quando forse lo siamo più di quanto pensiamo.
Quando smetti di rincorrere
Ci sono momenti, però, in cui qualcosa si ferma.
Non succede spesso, e non succede quando lo cerchi, ma quando arriva si sente. È come abbassare il volume dei pensieri e accorgersi che, per un attimo, non c’è niente da dimostrare.
Non sei in ritardo, non sei indietro, non sei meno di qualcun altro.
Sei semplicemente lì.
E in quel momento cambia tutto, anche se fuori non è cambiato niente. Respiri in modo diverso, ti senti più leggera, più presente, come se finalmente non dovessi più correre per raggiungere qualcosa.
Piccoli promemoria (quando serve)
Non ho una formula per sentirmi abbastanza sempre, e forse nemmeno esiste.
Però ho iniziato a lasciarmi piccoli promemoria, soprattutto nei giorni in cui è più facile cadere nel confronto. Ricordarmi che non tutto deve essere dimostrato, che non ogni momento deve essere produttivo per avere valore, che non serve essere sempre “di più” per sentirsi abbastanza.
E che, a volte, fermarsi e riconoscere quello che già c’è — anche se non è perfetto — è molto più difficile, ma anche molto più importante, che continuare a rincorrere altro.
Sentirsi abbastanza, anche solo per un attimo
Forse non si tratta di arrivare a sentirsi abbastanza per sempre.
Forse è qualcosa che succede ogni tanto, a intermittenza, in momenti in cui smetti di guardarti con giudizio e inizi semplicemente a esserci.
Un giorno sì, uno no.
Un momento sì, quello dopo magari già meno.
Ma quei momenti contano, perché ti ricordano che non devi per forza essere diversa o più avanti per stare bene. Che puoi fermarti anche solo un attimo e riconoscere quello che sei, così com’è.
E forse è proprio da lì che si riparte.