Ci sono giornate in cui passo da una call all’altra senza quasi accorgermene ed è sempre stato così, sia quando lavoravo come freelance sia ora che lavoro in agenzia.
Email, notifiche, task che si accumulano, idee che si accendono e si spengono nel giro di poche ore. E poi ci sono i sogni. Quelli che non stanno nella to-do list, ma che continuano a bussare, anche quando sembra non esserci spazio.
Per molto tempo ho pensato che prendermi cura di me fosse qualcosa da fare “quando ho tempo va bene”. Spoiler: quel tempo non arriva mai davvero.
Così ho iniziato a cambiare prospettiva. Non grandi rivoluzioni, ma piccoli gesti quotidiani che tengono insieme lavoro, vita e tutto quello che sta nel mezzo.
Ritagliarmi spazi che non devono servire a nulla
Uno dei cambiamenti più importanti è stato smettere di riempire ogni momento libero.
Prima appena avevo un’ora vuota pensavo subito a cosa “potevo farci”: rispondere a messaggi, portarmi avanti con qualcosa, essere produttiva.
Adesso cerco, quando posso, di lasciare quello spazio così com’è. Una passeggiata senza meta. Un caffè bevuto con calma. Dieci minuti senza telefono.
Sembrano dettagli, ma sono proprio questi momenti a rimettere ordine nella testa.
Proteggere le energie (non solo il tempo)
Il tempo è importante, ma ho capito che le energie lo sono ancora di più. Ci sono giornate in cui, anche se avrei tempo, non ho la lucidità per fare tutto. E va bene così.
Ho iniziato a chiedermi: “Questa cosa mi toglie energia o me ne dà?”
E a fare delle scelte di conseguenza:
- dire qualche no in più
- non accettare tutto per abitudine
- evitare di riempire ogni sera
Non sempre è facile, ma fa una differenza enorme.
Creare rituali semplici (ma miei)
Non ho una routine perfetta. Non mi sveglio alle 5 del mattino e non faccio mille cose prima di iniziare a lavorare.
Ma ho piccoli rituali che mi aiutano a sentirmi centrata:
- la colazione con calma
- prepararmi anche se lavoro da casa
- mettere musica mentre lavoro
- scrivere qualche pensiero quando ne sento il bisogno
Sono cose semplici, ma ripetute nel tempo diventano un punto fermo.
Non dimenticare i sogni (anche nei giorni pieni)
La parte più difficile non è gestire il lavoro. È non perdere di vista quello che vuoi davvero.
I sogni nel cassetto hanno questa cosa strana: non fanno rumore, ma se li ignori troppo a lungo iniziano a pesare. Per me significa: continuare a scrivere, pensare a nuovi progetti, immaginare viaggi futuri
Anche solo per poco, anche solo a livello mentale. Non serve avere tutto chiaro subito. Serve non smettere di ascoltarsi.
Accettare che non tutto sarà perfetto
Ci sono giorni in cui riesco a fare tutto quello che avevo in mente. E altri in cui no. Prima mi frustrava molto. Ora un po’ meno.
Ho capito che l’equilibrio non è qualcosa che si raggiunge una volta per tutte. È qualcosa che si aggiusta continuamente.
Alcuni giorni sono più pieni. Altri più lenti. Altri ancora completamente fuori programma. E forse va bene così.
Prendersi cura di sé, davvero
Prendersi cura di sé non è solo fermarsi. È anche scegliere. Scegliere come usare il proprio tempo. Con chi condividerlo.
E soprattutto, come trattarsi nei momenti in cui tutto sembra troppo. Tra call, scadenze e sogni nel cassetto, non esiste una formula perfetta. Ma esiste una cosa semplice: ricordarsi di non sparire dentro tutto il resto.
E ogni tanto fermarsi, anche solo per un attimo, per tornare a sé.